La Legge 119: breve storia della legge in materia di Prevenzione Vaccinale

Partiamo da una semplice verità: nessuno ama essere obbligato a fare qualcosa. Sarebbe bello se coscienza e buon senso portassero sempre a comportamenti giusti e corretti, senza necessità di imposizioni. Purtroppo spesso la realtà è ben diversa e da qui ha inizio la nostra cronistoria.

Dopo anni di obbligatorietà non coercitiva (che riguardava solo quattro vaccini), si è arrivati a livelli di copertura vaccinale così bassi da creare allarme da parte degli esperti: in alcune regioni, e per alcune vaccinazioni, si è scesi sotto la soglia minima di sicurezza anche di 15 punti! Indispensabile, quindi, agire, e farlo subito, individuando una soluzione immediata per cercare di proteggere tutti, genitori e bambini, dal più pericoloso effetto della disinformazione: il rischio di compromettere la salute, individuale e collettiva. L’intervento istituzionale è stato invocato da più parti ed è arrivato sotto forma legislativa.

Breve storia della nascita del decreto

Maggio 2017

La prima proposta prevede l’obbligatorietà di 4 vaccinazioni che proteggono da 12 malattie: esavalente, MPRV, anti meningococcica B, anti meningococcica C. Per il genitore che viola l’obbligo di vaccinazione è prevista la segnalazione al tribunale per i minorenni per la temporanea sospensione della responsabilità genitoriale, finalizzata alla vaccinazione del minore. La sanzione pecuniaria viene stabilita da 500€ a 7.500€. La proposta viene approvata dal Consiglio dei Ministri il 19 maggio e il Decreto Legge n. 73 viene emanato il 7 giugno. [1] [2] [3]

Luglio 2017

Durante la discussione per la conversione in legge del Decreto, le posizioni si ammorbidiscono. I vaccini antimeningococco B e C passano da obbligatori a raccomandati, le sanzioni per gli inadempienti vengono quasi dimezzate (si propone una cifra massima di 3.500€) e si stralcia la segnalazione al tribunale per i minorenni. [4]

Agosto 2017

Il Decreto è convertito nella legge 119 del 31 luglio 2017. Le malattie contro le quali è obbligatorio essere protetti sono 10, mediante due vaccinazioni (esavalente e MPRV che proteggono contro difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B, pertosse, poliomielite, tetano, morbillo, parotite, rosolia, varicella).

Nella fascia 0-6 anni chi non è in regola con le vaccinazioni verrà escluso dai servizi educativi e dalla scuola dell’infanzia (incluse quelle private non paritarie). Gli studenti da 6 a 16 anni saranno invece ammessi alla frequenza ed è previsto un iter di recupero per le famiglie inadempienti che saranno chiamate a colloquio dalle ASL e, in extrema ratio, il pagamento di una multa di importo compreso tra i 100€ e i 500€. [5]

La legge arriva a iscrizioni già effettuate ed è quindi necessario prevedere una disciplina transitoria, anche per semplificare il lavoro dei centri vaccinali. I bambini ed i ragazzi non vaccinati o vaccinati parzialmente sono tanti e per l’inizio dell’anno scolastico 2017/2018 si offre alle famiglie la possibilità di autocertificare le vaccinazioni eseguite o l’appuntamento preso per eseguirle, dando tempo fino al 10 marzo per la consegna dei certificati.

Cosa fare entro il 10 marzo?

Chi ha presentato l’autocertificazione sostitutiva del certificato dovrà presentare alle scuole la documentazione comprovante l’adempimento dell’obbligo vaccinale (copia del libretto timbrato dalla ASL, certificato vaccinale, attestazione ASL che si è in regola) o dell’esenzione.

Chi ha presentato l’autocertificazione della prenotazione dell’appuntamento per adempiere all’obbligo dovrà dare prova ufficiale che l’appuntamento risulta successivo alla data del 10 marzo. Non appena assolto l’obbligo il genitore dovrà produrre l’idonea documentazione.

Cosa succede dopo il 10 marzo?

Chi è in fase di regolarizzazione (cioè ha preso appuntamento o ha iniziato il ciclo vaccinale) ha il diritto di continuare a frequentare gli asili nido e le scuole dell’infanzia e non rischia sanzioni se frequenta scuole di superiore grado.

Agli inadempienti (cioè coloro che al 10 marzo non hanno prodotto la documentazione richiesta) della fascia 0-6 anni verrà preclusa la frequenza degli asili nido e delle scuole dell’infanzia: il dirigente scolastico comunicherà formalmente ai genitori il diniego di accesso ai servizi ma il bambino resterà iscritto in attesa di un eventuale adempimento. Per quelli della fascia 6-16 anni si avvierà l’iter di recupero che, in caso negativo, culmina con la sanzione pecuniaria.

La procedura semplificata

Le regioni e province autonome con anagrafe vaccinale seguiranno la “procedura semplificata”: i genitori in questo caso non dovranno produrre alcun documento, le ASL comunicheranno direttamente con i dirigenti scolastici e restituiranno, entro il 10 marzo, gli elenchi degli alunni con le diciture esatte. Quelli non in regola verranno contattati direttamente dai dirigenti scolastici entro il 20 marzo e avranno 10 giorni per produrre i documenti richiesti. Entro il 30 aprile le documentazioni mancanti verranno segnalate alle ASL che prenderanno i dovuti provvedimenti. [La nota del MIUR del 27 febbraio – 6]

Le mozioni

Nei mesi scorsi alcuni enti locali e regionali hanno approvato mozioni fotocopia con cui chiedono alle istituzioni un’applicazione più morbida della legge, che permetta ai bambini non vaccinati (per scelta dei genitori, ricordiamolo) di continuare a frequentare gli asili nido e le scuole dell’infanzia. Ne elenchiamo alcuni:

  • 4 dicembre 2017, Comune di Firenze [7]
  • 14 dicembre 2017, Regione Friuli Venezia Giulia [8]
  • 20 dicembre 2017, Regione Toscana [9]
  • 9 gennaio 2018, Comune di Capannori (Lucca) [10]
  • 22 gennaio 2018, Comune di Torino (presentato il 19 dicembre 2017) [11]
  • 30 gennaio 2018, Comune di Roma [12]

Non tutti gli enti locali, però, la vedono allo stesso modo: il Consiglio Comunale di Città di Castello (Perugia) del 6 marzo, ad esempio, non ha approvato due documenti di comitati locali per la libertà volti a chiedere al Sindaco di far terminare l’anno scolastico ai bambini non in regola con le vaccinazioni. [13]

Conclusioni

All’alba del fatidico 10 marzo, data odiata da molti, vogliamo fare una doverosa puntualizzazione: la legge è chiara e lo è stata fin dall’inizio. In molti hanno cercato di trovare il modo di svicolare e non rispettarla, dalle associazioni che hanno creato fantasiosi iter da seguire e pagato piccole fortune per pubblicità antivax, a quelli che hanno organizzato eventi disinformativi.

È tuttavia doveroso ricordare che questa legge si è resa necessaria in primis per difendere e tutelare i bambini: chi decide di non rispettarla deve rispondere della propria condotta, possibilmente senza scaricare le proprie colpe sulle spalle delle istituzioni.

Noi continuiamo ad informare e supportare i genitori, nella speranza che siano sempre di più a comprendere l’importanza di vaccinare i propri bambini quando frequentano le comunità scolastiche.

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